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Un tesoro da salvare


Tra i fiori naturali che inonderanno per due giorni, Sabato 21 e Domenica 22 maggio 2011, dalle 10 del mattino alle 19 di sera, Marina Genova Aeroporto, in occasione della manifestazione "Yacht & Garden" la mostra mercato dedicata agli appassionati del verde, giunta alla sua quarta edizione, ce ne sarà anche uno, preziosissimo, in cera. E’ parte di una straordinaria collezione bisognosa dell’aiuto di tutti noi. Marina Genova Aeroporto coglie infatti l’occasione per presentare al pubblico il progetto "Un Tesoro da Salvare", la campagna di sostegno al restauro della Collezione Lorenese di modelli in cera, realizzati tra il XVIII e XIX secolo, unica al mondo, di indiscusso valore artistico e storico.
La collezione comprende riproduzioni sia di piante in vaso e di frutti a grandezza naturale che di preparati illustranti l’anatomia e la fisiologia vegetali su tavole di legno. E’ custodita nella Sezione Botanica del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze.
L'arte della scultura in cera, la ceroplastica, può sembrare oggi una bizzarra anomalia del passato, lontana dal nostro mondo e dalla nostra mentalità. E’ stata invece nel corso dei secoli un formidabile veicolo di pratiche religiose, celebrative e di riproduzione e diffusione della conoscenza scientifica. La si usava nell’Ottocento, come oggi usiamo il Power Point, per rendere chiaro, visibile e cattivante un contenuto scientifico.

La tradizione della ceroplastica a Firenze risale addirittura al XIV secolo, quando, per scopi soprattutto devozionali, ma anche celebrativi, venivano realizzati ritratti e statue, così come membra e organi a grandezza naturale, i cosiddetti «ex voto». Nel XVII secolo iniziarono a comparire anche riproduzioni in cera a scopo scientifico.
Per la realizzazione di questi modelli in cera fondamentale era la collaborazione tra i diversi scienziati – anatomisti, fisiologi e botanici – e i ceroplasti che “copiavano” dal vero i soggetti da eseguire. Infine, specie per particolari invisibili ad occhio nudo, era essenziale il rapporto con i microscopisti.
Emblematica a questo proposito fu proprio la collaborazione tra i modellatori Luigi Calamai (1800-1851) ed Egisto Tortori (1829-1893), e il fisico Giovan Battista Amici (1786-1863). Calamai e Tortori eseguirono sotto la direzione di Amici diversi modelli anatomici che vennero poi utilizzati dallo studioso per illustrare alcune delle sue scoperte ai convegni scientifici nonché ai visitatori del Museo.

La Collezione ha le sue origini alla fine del XVIII secolo e nella prima metà del secolo successivo e propone 37 preparati in cera su tavola, che riguardano i vari aspetti dell’anatomia e dell’istologia vegetali, nonché della patologia e poco meno di 200 piante a grandezza naturale.

Va da sé che si tratta di modelli preziosi, delicatissimi e di difficile trasporto. Durante Yacht & Garden, in via del tutto eccezionale e protetta con ogni cura, sarà possibile ammirare una delle cere della preziosa Collezione: il modello in cera di Schollia Crassifolia.

Come erano fatte queste piante di cera che a maggio intrigheranno i visitatori dello Yacht & Garden?

Ogni pianta ha uno scheletro di metallo, di rame o argento, sul quale sono modellati fusto, foglie e fiori generalmente con la cera già del colore voluto. Le sfumature venivano poi fatte a lavoro ultimato.
Le strutture più piccole e particolari, come i pistilli e gli stami, ma anche le spine, venivano di volta in volta realizzate mediante piccoli straordinari accorgimenti come, ad esempio, sottilissimi fili di seta imbevuti nella cera colorata o aculei reali, tolti dalla vera pianta e ‘trapiantati’ sulla riproduzione in cera.
Ogni modello ha poi una base di gesso che rimane ricoperta di vera terra nell’elegante vaso di porcellana di Doccia, vero e proprio emblema del gusto raffinato di chi ideò questa Collezione e di chi la realizzò, ma anche sicuramente emblema della mentalità di un’epoca in cui ancora la scienza si faceva accompagnare dalla bellezza e dall’arte.

E’ importante per una struttura nuova come la nostra che punta all’eccellenza e guarda al futuro non perdere le radici con la storia e la tradizione italiana,” dice l’AD di Marina Genova Aeroporto Giuseppe Pappalardo,”per questo abbiamo scelto Yacht & Garden come occasione per lanciare il restauro di questa preziosa ed unica Collezione, sconosciuta al pubblico, di grande importanza storica e rilevante pregio artistico invitando aziende e privati cittadini a sostenere il progetto”.

Il restauro, affidato alla indiscussa eccellenza dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, verrà illustrato nella giornata di domenica 22 maggio alle ore 11 dalla Dott.ssa Chiara Nepi, responsabile della Sezione di Botanica del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze, e da Andreina Andreoni e Francesca Kumar restauratrici dell'Opificio delle Pietre Dure.

I contributi potranno essere versati sul c/c intestato all'Opificio delle Pietre Dure.
IBAN: IT23 P057 2802 8014 4857 0268 865.
BANCA POPOLARE DI VICENZA.
Causale “Restauro Cere Botaniche Lorenesi”.



Data : 06/05/2011